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Suggerito a tutti coloro che amano la birra, a tutti coloro per cui una giornata non ha fine finché non si bevono una  pinta bella e fresca, a chi con la pizza unisce una bionda e disdegna la coca.. per chi usa il verbo spillare con nonchalance, e trova che ordinare una piccola sia un’eresia… Ecco per loro -e avrei un paio di amici (forse più) a cui consigliare l’evento, ma preferisco tenerglielo nascosto, perché questo week end li ho coinvolti già in qualcos’altro- c’è una manifestazione da non farsi scappare.

Sabato 12 e domenica 13 maggio si va a Bologna, perché torna Birrai Eretici: il festival dedicato alla birra artigianale di qualità.

Ideato dallo staff del pub LORTICA e dall’associazione culturale di homebrewer BREWLAB trasforma via Mascarella a Bologna, proprio nel cuore del quartiere universitario, in una location in stile oktoberfest dove degustare birre spillate con pompa a mano, ia italiane che straniere, e assaggaire i piatti in abbinamento.

 

Categorie: I want to be there!

Se avete una voglia matta di partire per Marrakesch, ma non trovate più nessun posto a prezzi decenti sui low cost, o se il tempo di un week end lungo prorio non lo avete, potete provare a tamponare con un’esperienza da Riad Yacout. E’ a Milano e volendo entrate per l’ora del tè e uscite a notte inoltrata.  E’ un po’ kitch è vero, d’altronde lo è proprio come lo sanno essere solo certi ristoranti marocchini…

 

UN PO’ DI STORIA: Nasce da una visione di Antonio Moscara che vuole ricreare in Italia un’ambiente etnico Maghreb esclusivo. Accogliente, elegante e coinvolgente. E’ così che nasce qualche anno fa, nel 2004, il ristorante Riad Yacout che da subito lega la sua immagine non solo al cibo, ma anche all’intrattenimento, dalle serate a tema maghreb a quelle più occidentali, approcciando il divertimento a 360 gradi.

 

SEGNI PARTICOLARI: Non solo un semplice ristorante, qui puoi venire per immergerti in una verosimile situazione maghrebina (siamo sempre a milano ma l’inganno è verosimile) magari sorseggiando un tè alla menta mentre assapori un narghilè e sei cullato da una nenia che sferza solo quando entrano in scena le ballerine di danza del ventre. L’appuntamento si chiama “Il Suk del Pascià”, dal lunedì al venerdì dalle 18.30 alle 22  (il sabato fino alle ore 21). La domenica sera, invece, è servito il tradizionale aperitivo con buffet : un vero percorso  tra i sapori e i colori del Marocco e del Mediterraneo (dalle 18.30 alle 22). Ma il locale è famoso perché si cena marocchino,anche se con qualche (forse troppa) contaminazione mediterranea: pastille dolci e salate, couscous di manzo, couscous di pesce, tajine alla berbera e pollo al limone con olive, ma anche culatello di zibello con fichi o melone, i tagliolini  con scampi e pesto di zucchine, tonno grigliato e filetto di rombo.

 

L’ATMOSFERA: Opulenta e kitch il locale si rifa perfettamente alle dimore nelle Medine, i palazzi sontuosi vissuti dalle famiglie nobili marocchine. Mosaici, ori e specchi per i tre livelli di questo open space dove gli elementi geometrici, e floreali riprendono le caratteristiche salienti della cultura architettonica araba. Luci soffuse e l’affascinante parete d’ acqua che confluisce in una piscina dalla forma allungata che funge anche da passerella per la danza del ventre è il tocco in più che fa apparire il locale quasi magico.

 

IDEALE PER: Decisamente una serata tra amici di quelle in cui si vuole evadere dalla solita routine, magari pregustando le vacanze e i sapori esotici che si andranno a provare… il locale è divertente perché after dinner si trasforma in un club dove fino alle 2.30 è possibile ascoltare musica dal vivo, ballare (non solo melodie marocchine, anzi queste dopo una certa sono bandite!). Sconsigliata la cena romantica a meno che non siate masochiste e vi piaccia vederlo sbavare davanti alle grazie della danzatrice del ventre che sbattacchia di qua e di là il suo belly.

 

IL LOOK GIUSTO: Se siete in vena di esagerazioni. Esagerate. Qui potete farlo. Sia indossando quel paio di jeans dorati che da quando avete acquistato giacciono intonsi nell’armadio, sia dando sfogo ad ogni desiderio di paillettes che qualche volta vi assale. Più sberluccicate più visentirete a vostro agio.

 

PREZZI&CANTINA: La cena è sopra i 50 euro, ma la soluzione aperitivo a buffet è decisamente alla portata di tutti. Cantina ben fornita. Si accettano prenotazioni per la cena ed è vivamente consigliato farle.

 

Categorie: Eat out

 

Loro qui in alto sono i Cavolfiori a Merenda, li ho conosciuti un paio di anni fa, avevano appena trasformato una passione (per il cibo) in un lavoro (con il cibo) e mi entusiasmava la loro idea di base: organizzare pranzi e cene a filiera corta appoggiandosi a aziende agricole in tutta Italia. Cascine, castelli, paesini persino spiagge, che vengono letteralmente invase dai Cavolfiori per una settimana. Alla fine il tutto si conclude con una tavolata lunga metri e metri dove si siedono insieme produttori e consumatori. Super affiscinante. E molto interessante

 

Oggi i Cavolfiori a Merenda fanno un passo in avanti e si lanciano nell’organizzazione di eventi sempre a base di cibo, così che oltre alle campagne presto arriveranno anche in città. Oggi, per esempio, per i fortunati della zona c’è questo evento che lega il cibo al cinema.

La serata che si tiene a Pollenzo (a poca di stanza da Bra, in provincia di Cuneo) presso l’Università di Scienze Gastronomiche si chiama FILM ON A PLAT

Inizia nel tardo pomeriggio con la proiezione, in anteprima dalla Berlinale, di Entre les Bras, film sullo chef francese Michel Bras.
Si prosegue alle 19.30 con l’aperitivo e la cena di sei scene, ciascuna delle quali si ispira ai film proiettati al Berlinale Film Festival, organizzata e soprattutto ideata dai Cavolfiori… che languorino!

 

Cibo e film un nuovo connubbio che sta esplorando strade inedite… vi aggiornerò su altri eventi.

Costo dell’evento: 30 euro
prenotazioni: omyomtov@gmail.com

 

 

Per scoprire tutti gli appuntamenti: www.cavolfioriamerenda.it

 

Categorie: PassaparolaTrend watching

 

by Alessia Rizzetto

 

 

Rive Guache, Paris, incamminatevi in Rue Mazarine e aprite bene gli occhi. Nessuna insegna, un ingresso tutto nero coperto da una tenda a riche bianche e blu. Ancora niente? Lo riconoscerete dalla coda ordinata di persone che con pazienza aspettano di entrare nel cocktail bar più cool di Paris.

Si chiama Prescription ed ha tutta l’aria del classico speakeasy.
Superato lo sguardo severo del buttafuori – che da tradizione vi farà attendere sull’uscio almeno un paio di minuti -  entrate in un ambiente dalla luce soffusa, pochi tavolini, pouff e poltrone barocche.  Dietro un lungo bancone dove ogni sera si accalcano parigini e non solo, vengono creati i migliori cocktail di Parigi. Non volete stare in piedi? Salite la scala a chiocchiola illuminata da divertenti “lampade – cappelli” (ricavate da bombette e cilindri) e cercate posto al piano superiore: tavolini specchiati illuminati da candele, musica ricercata, una libreria che ricopre un’intera parete, appliques di carta dalla foggia floreale proiettano ombre particolari sulle pareti decorate da carta da parati, vi sentirete avvolti da un’atmosfera calda e speciale che il venerdì sera si prolunga fino alle 4 del mattino.

Se amate i gusti decisi ordinate uno Zombie o un Old Cuban, per i palati più delicati c’è il Jasmine (gin, Cointreau, Campari e succo di limone), i calici non sono enormi e vanno giù facilmente ma occhio a non esagerare, si paga 12€ a cocktail!

 

 

 

 

Categorie: Dal tramonto all'alba

 

Lei è Ketty Cinieri, scenografa e vintage stylist, esattamente quello che ci vuole per arriccchire l’appuntamento annuale con la fiera del vintage più attesa dagli appassionati: Next Vintage che da domani 21 aprile fino al 25 è ospitata al Castello di Belgioioso, a poca distanza da Pavia.

 
Ketty sarà a disposizione dei visitatori nel week end e mercoledì 25 aprile per insegnare i piccoli trucchi del mestiere. Ovvero sarà pronta a svelare come si sceglie un capo vintage e come lo si combina insiema a capi più attuali. Spiegherà come riconoscere marche, etichette, tagli e tessuti,  per non cascare nel falso vintage. E unendo la sua passione per tutto ciò che ha una storia al suo lavoro da stylist vi insegnarà anche il segreto per creare uno stile ultrapersonale, davvero tuo, unico e irripetibile.

Perché uno stile non si crea solo puntando un po’ sul vintage, dietro c’è tutto uno studio  che parte dalla storia della moda e dall’individuazione dell’epoca che più ci piace e rappresenta,  passa dallo studio delle linee e dei colori che meglio si adattano al proprio corpo, e finisce con la propria personalità, e con che cosa si vuole esprimere attraverso l’abbigliamento… ci avevate mai pensato la mattina davanti all’armadio?

Insomma dietro a uno stile c’è tutto un lavoro, il lavoro di Ketty, e lei è pronta a condividere con voi alcuni dei suoi segreti.

 

E una volta carpiti i segreti di Ketty sbizzarritevi, qui c’è proprio di tutto:

 

 

Categorie: Passaparola

 

Non è un nuovo indirizzo, ma Pane e Acqua è certamente il ristorante giusto dove prenotare un tavolo durante il Salone del Mobile di Milano. Di sicuro vi troverete seduti fianco a fianco con Rossana Orlandi (è lei che ha voluto questo ristorante a un passo dalla sua galleria), ma ci sono buone chance di incrociare altri nomi del design che è in mostra in città, perché questo è il ristorante milanese più stiloso e apprezzato dai creativi. D’altronde è firmato Paola Navone.

 

UN PO’ DI STORIA: Era una vecchia tabbaccheria, rilevata da Rossana Orlandi che lì a fianco anima il famosissimo tempio del design Spazio Rossana Orlandi. Nasce nel 2007 e a volerlo è proprio lei, Rossana, che desiderava un luogo conviviale accanto alla sua galleria, così che i suoi clienti, gli amanti dell’arte, gli appassionati di design e delle belle cose, potessero sedersi a un tavolo di tutto rispetto e gustare una cucina creativa di qualità.

 

SEGNI PARTICOLARI: Ce ne sono tanti. Partiamo dagli arredi che periodicamente variano, infatti, i tavoli, le sedie, i complementi e altri suppellettili arrivano dritti dritti dallo Spazio a fianco, e naturalmente possono essere acquistati. Compresi piatti, bicchieri, scodelle e forchette…. insomma si trova proprio tutto per ricreare a casa propria lo stesso stile. Passiamo per la cucina, fiore all’occhiello di Pane e Acqua è il suo chef Francesco Passalacqua: di origini piemontesi (arriva da Alba, la patria del tartufo bianco) si ispira alle ricette tradizionali sia della sua regione che di altre parti d’Italia. La sua caratteristica è proprio l’interpretazione personale e creativa delle ricette più classiche della nostra tradizione. Tre le sue parole guida ai fornelli: semplicità, stagionalità e fantasia. Da poco è uscito un suo libro di ricette, sempre, per chi volesse riprodurre Pane e Acqua a casa propria (La cucina delle stagioni in città). Arriviamo al nome: Pane e Acqua pare che sia dovuto alla stretta vicinanza con il carcere San Vittore; e finiamo con i menu: inseriti tra le pagine di noti romanzi. Bella idea.

 

L’ATMOSFERA: Vecchie sedie sverniciate, opere d’arte alle pareti che ben si mischiano insieme a decori originali lasciati così com’erano e a mobili di recupero industriale. Il ristorante è tutto lì in due piccole sale (35 coperti in totale) che non fanno pesare la ricercatezza dei pezzi d’arredo, anzi la sensazione è di totale informalità. L’ambiente è sempre molto internazionale e creativo.

 

IDEALE PER: E’ molto piacevole trascorrere una serata qui: l’ideale è venirci in coppia, anche perché i tavoli sono piccoli e pochi, e per la disposizione del ristorante e degli spazi le tavolate parrebbero non armonizzarsi bene. Non disdegnate il pranzo con un’amico, piatto unico con calice di vino, acqua e dessert (18 euro).

 

IL LOOK GIUSTO: Domina il colore nero degli abiti, degli accessori e degli occhiali da vista squadrati di più della metà dei frequentatori, quindi direi che il look giusto è quello da architetto/designer: forme geometriche nelle linee degli abiti, accessori importanti e vistosi (meglio se fabbricati con materie povere), nero dominante. Scarpe basse, preferibili dal taglio maschile soprattutto se indossate da donne.

 

PREZZI&CANTINA: Il menu degustazione è di 55 euro e assaggi un po’ di tutto per farti un’idea più concreta della creatività ai fornelli di Francesco Passalacqua. Menu à la carte, 50 euro circa, bevande escluse. Faccio una personale standing ovation per i dolci. C’è una sperimentazione negli accostamenti di ingredienti che raggiunge la perfezione (io ho provato la crema alla carota, mandorla e gelato all’olio extra vergine e zafferano). Anche la carta dei vini è molto curata, è presente infatti un’alta concetrazione di vini naturali italiani e non.

 

 

Pane e Acqua
via Matteo Bandello, 14
Milano
Tel. 02 4819 8622

Categorie: Eat out

 

Ve lo ricordate lo stile di Twiggy? Mini-abiti svasati, stivali al ginocchio, gamba nuda, capelli corti, occhi truccatissimi e mega-orecchini? Ecco ispiratevi a lei sta sera davanti all’armadio e poi andate spedite al NEON PUB di Lambrate, a Milano.

Mi sembra uno di quegli appuntamenti davvero divertenti, ancora poco pubblicizzati, che si spargono tra la gente grazie al tam tam, e che mi sa proprio che faranno presto tendenza. Quindi non aspettate che ne parlino già tutti, andate sta sera alle 19.00 e mentre gli altri saranno a fare un happy hour che sa tanto di anni ’90, voi sarete al dopolavoro Soul (va avanti fino alle 23.00).

Vi attendono quattro ore di musica ad alto tasso di ballabilità, il NEON Pub si presta bene, perché, accanto all’immancabile aperitivo, ha un bel dancefloor dove sciogliere le tensioni della giornata nel groove primigenio della soul music.

Ad animare la serata il dj FRED BULLY che propone una selezione musicale, rigorosamente su vinile, totalmente orientata al soul degli anni ‘60. Quello prodotto negli States da pionieristiche, e ormai mitiche, etichette discografiche quali la Tamla Motown e poi riscoperto nell’Inghilterra dei mods.

E c’è tutto un movimento che adesso sta riscoprendo questo universo culturale sixties che organizza serate, workshop per imparare i semplici passi del soul, colleziona vinili e frequenta negozi vintage per aggiudicarsi quel capo originale da indossare al dopolavoro.

 

 

ALL DANCERS ARE WELCOME!
NEON Pub
Via Valvassori Peroni, 61
Milano

Il progetto è a cura di Federico Vinella in collaborazione con VersiUmani – associazione culturale.

 

 

 

 

 

Categorie: Dal tramonto all'albaTrend watching

In contemporanea con il MiArt (13-15 aprile) questa sera c’è il vernissage (dalle 19 alle 24) per la quarta edizione di AAM – Arte Accessibile Milano.

Già di per sé la combinazione delle parole “arte” e “accessibile” mi piace, anche perché, diciamolo, non è facile puntare sull’artista giusto (e ancora sconosciuto) quando si vuole acquistare un’opera d’arte. Soprattutto quando così inseriti nel mondo dell’arte non si è.  Per questo motivo una manifestazione internazionale d’arte contemporanea come questa trovo sia una buona cosa, così da permetterci uno sguardo a 360 gradi su cosa sta accadendo intorno a noi, nel fantastico nel mondo dell’arte. Ci sono infatti più di 150 artisti provenienti da tutto il mondo che qui esporranno le loro opere, 68 Gallerie nazionali e internazionali tra le quali sbirciare, e ben 26 progetti dedicati alle personali e collettive di artisti emergenti.

 

Insomma una fiera d’avanguardia, ideata e diretta da Tiziana Manca affiancata da tre curatori chiamati a sostenere la manifestazione con la loro capacità di analisi del mercato dell’arte anche internazionale: Chiara Canali, Fortunato D’Amico e Ivan Quaroni. L’obiettivo di tutta la manifestazione è quello di colmare il divario che allontana l’arte contemporanea dalla gente comune.

Accanto agli appuntamenti del MiArt, quindi, non disdegnate questi quattro giorni non-stop all’insegna di una “contaminazione” artistica capillare che occuperranno momentaneamente il palazzo firmato Renzo Piano.

Siamo infatti nello Spazio Eventiquattro e PWC Experience
in via Monte Rosa 91, a Milano

E poi ancora…
Appuntamenti Enogastronomici, Art Performances, Spettacoli di Video Art, una Rassegna cinematografica dal titolo “I cineasti del futuro”, Laboratori didattici, una Installazione site- specific di 400 metri quadrati di Federico Comelli Ferrari sulla facciata esterna di PwC e una Street Art performance dell’artista KAYONE di quattro giorni…

 

 

Categorie: I want to be there!

Potrebbe intimidire, invece bisogna saper prendere quallo di cui si ha voglia e basta. Così è Met: un diluvio di offerte in un unico spazio, elegantemente arredato. Si trova a Ponte Milvio a Roma e riunisce il Met aperitif club, il Met cocktail bar, il Met Restaurant, il Met Home, il Met Brunch…. insomma a ognuno il suo Met.

 

UN PO’ DI STORIA: Il ristorante esiste da più tempo (anche se si è rinnovato per l’occasione), tutto nuovo è invece il concetto di concept restaurant che ha inaugurato da pochi mesi, per l’esattezza domenica 15 gennaio 2012. Così  è nato il progetto MET HOME che vuole unire in un unico spazio design e enogastronomia. Anche la cucina si definisce concept kitchen: il menu di Met offre infatti una scelta molto ampia per soddisfare gusti differenti, e racchiude diverse tipologie di cucine sotto un unico tetto.

 

SEGNI PARTICOLARI: Ce ne sono tanti in questo crogiolo di Met. Il primo, però, è sicuramente l’aver dato vita ad un vero e proprio store all’interno del ristorante, dove è possibile saccheggiare la sala e acquistare tutti gli elementi di arredo esposti. Il secondo riguarda il cibo, curato in tutti i suoi minimi dettagli, da quello del Met Restaurant (che bandisce il burro e usa solo olio e preferisce il pesce per un’alimentazione equilibrata, povera di grassi e ricca di microelementi). Il Met Pizzeria (che si avvale solo di pizzaioli usciti dalla scuola di formazione professionale italiana). Il Met aperitivo (che serve Tapas secondo la migliore tradizione spagnola). Il Met Cocktail Bar (che riserva una particolare attenzione nella preparazione dei drink pestati). Fino al Met Brunch (che unisce elementi tipici di una colazione americana alla tradizione mediterranea. Nel buffet ci sono carni fredde -arrosti, carpacci, roastbeef- salumi, formaggi misti, uova, paste al forno, insalate e frittate. Tra i dolci, crostate di mele e di frutta, strudel, plum cake e cheesecake. A la carte filetto, hamburger e cheeseburger con patate fritte, bistecca e uova con il bacon…).

 

L’ATMOSFERA: Lo stile è sobrio, pulito e elegante. Le forme sono lineari, senza troppe decorazioni e fregi, gli spazi ariosi ed aperti.
All’interno, la base bianca del locale accoglie pochi altri colori, gli arredi tengono fede alla filosofia minimalista del suo design con luminosi lampadari a sfera che pendono dai soffitti ed ampie vetrate che separano l’ambiente esterno dagli interni. Punto di forza di Met, la splendida ed ampia terrazza  dove è possibile cenare circondati dal fascino di ponte Milvio.

 

IDEALE PER: Una serata tra amici, di quelli indecisi fino all’ultimo su cosa mangiare a cena. Si presta per le tavolate anche di 10 persone per questo è un’ottima scelta se si vuole festeggiare un compleanno.

 

IL LOOK GIUSTO: Il locale ricorda quegli spazi-risto-boutique di stile coloniale che si trovano sui Pear americani. Vestitevi casual-chic alla Tommy Hilfiger, non sfigurerete.

 

PREZZI&CANTINA: Anche la carta dei vini è vasta (contempla oltre 100 etichette). Curata dal sommelier Fabio Scaloni (AIS) punta sulla ricerca delle migliori realtà vinicole del territorio italiano e internazionale. Prezzi, vino escluso, tra i 36 e 46€.

 

 

 

Met Home
Piazzale di Ponte Milvio, 34
Roma
tel. 06 33 22 12 37

Categorie: Eat out

Stasera vi consiglio di fare un salto a La Feltrinelli di via Manzoni a Milano dove c’è il vernissage della mostra fotografica di Nanni Fontana.

Ve lo consiglio perché conosco Nanni e le sue foto, e personalmente, trovo che valga sempre la pena gustarsi i suoi interessanti reportage (fatevi anche un giro sul  suo sito per farvi un’idea).Questa volta poi c’è un motivo in più. Il fotografo milanese ha realizzato questa mostra in collaborazione con IMAGINE Onlus, un’associazione benefica che si impegna na favore delle donne e dei bambini nella Repubblica Democratica del Congo, con l’intento di rafforzare i Sistemi Sanitari locali.

Questo è anche il motivo del nome della mostra: Article 15: Débrouillez-Vous – la Salute Negata

Débrouillez-Vous, significa Arrangiatevi: è la traduzione del quindicesimo articolo della Costituzione congolese. L’unico non scritto, ma che purtroppo tutti conoscono. Soprattutto le decine di medici nelle città e nei villaggi del distretto di Ituri sanno che devono arrangiarsi. Lo stesso sono obbligati a fare le migliaia di pazienti che frequentano ospedali e centri sanitari rurali.
Ma arrangiarsi non basta.

Ecco alcuni tristi dati sanitari che riguardano il Congo:

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito nel 2010 la Repubblica Democratica del Congo tra i cinque Paesi in cui ogni anno muore più della metà dei neonati. Nel Distretto di Ituri, dove vivono 5 milioni di persone, muoiono infatti ogni anno 408 bambini su 1000 nati vivi, per gastroenterite, malaria, infezioni respiratorie, tubercolosi. In tutto lo Stato su 100.000 bambini nati vivi muoiono 1.100 donne madri.

Con l’aiuto dei sostenitori IMAGINE  potrà aiutare 315.000 persone, di cui 67.000 donne e 60.000 bambini che si rivolgono, ogni anno, agli Ospedali di Mudzi Balla e di Lita, nel distretto di Ituri.

Aiutiamoli ad andare oltre.

Categorie: I want to be there!